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Domingo 24 de Marzo 2019

Nel paese degli uccelli

30 Noviembre, 2013 | | Tema: ARGOMENTI, BlogDiario Magazine

Una scena del famoso thriller “Gli uccelli”, capolavoro di Alfred Hitchcock.

Italia Oggi | 30.11.2013
Uno straniero che abbia iniziato soltanto pochi mesi fa ad interessarsi della politica italiana, senz’altro immagina il Bel Paese come un posto popolato in prevalenza da uccelli, visto che nella vicenda personal-istituzionale di Berlusconi tutto l’apparato mediatico ha definito colombe e falchi rispettivamente gli oppositori ed i sostenitori dell’ex primo ministro.

L’uso di un paragone ornitologico in politica risale al 1962, quando durante la Crisi dei missili di Cuba fu scelta la linea dettata dalle colombe (doves), che premevano per una quarantena navale, rispetto alle proposte dei falchi (hawks) che chiedevano l’attacco aereo. In realtà, a partire dalla Bibbia e poi nella letteratura successiva e nell’immaginario collettivo, falchi e colombe sono da sempre simbolo degli opposti concetti di guerra e pace, di violenza e pacifismo.

Da un punto di vista scientifico, la natura ha dotato il falco di doti diverse da quelle di una colomba, essendo il primo un predatore carnivoro e la seconda un animale granivoro, per quanto sia innegabile che l’arma bianca, di cui tutto il genere è dotato, renda persino un tenero passerotto una piccola macchina da guerra, di insospettabile ferocia. Alfred Hitchcock insegna.

E nel paese degli uccelli non poteva mancare la mitica fenice che rinasce dalle proprie ceneri.
Nei secoli l’iconografia di varie culture, a partire da quella egizia, ha rappresentato in vari modi questo leggendario uccello.

L’espressione latina che ne descrive le doti miracolose è “Post fata resurgo”, letteralmente “Dopo la morte risorgo”.
Sono parole che, nel senso di “Finalmente mi faccio vivo”, si scrivono in una lettera quando da tempo non si davano proprie notizie.

Non sembra essere il caso di questi giorni, dal momento che conosciamo fin troppo bene tutte le mosse del Cavaliere, seguite passo passo da tutti i media e diffuse oltre ogni umana sopportazione.
In quanto al proposito di risurrezione invece la frase calza a pennello, visto che la sua decadenza dalla carica di senatore è stata considerata da lui come dai suoi fedelissimi alla stregua di una condanna a morte, contro cui continuerà a combattere ed avrà la vittoria finale. Parola sua.

E per rimanere nell’onda dei paragoni aviari, l’Italia sembra un comune pollaio, un caos dove non proprio tutti, ma comunque tanti, cercano di trovare qualcosa da mangiare, metaforicamente parlando, e difendono a suon di beccate il cibo avvistato e ritenuto di propia spettanza.

A giudicare dalle scene che si sono viste negli ultimi giorni in alcuni ambienti politici, per esempio nel consiglio regionale del Piemonte, proprio come in un pollaio ci sono anche i duelli tra galli. Vedremo se l’arrivo di Natale non sacrificherà troppi capponi, sempre metaforicamente parlando…

© 2013 Dolores de La Press
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FonteSalaStampa.Eu
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