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Sabado 19 de Enero 2019

Succede nel Regno della Lega

14 Noviembre, 2013 | | Tema: ARGOMENTI, BlogDiario Magazine

Nella foto è evidenziata la Pianura Padana, spesso invasa dalla nebbia, tanto che la frase “Nebbia in Val Padana” è diventata un’espressione idiomatica riferita a chi, di fronte ad una decisione da prendere, non sa come orientarsi.

Italia Oggi, 15.11.2013
Chi consulta le cartine geografiche tradizionali non può essersi reso conto che in Italia esiste una nuova regione, che sarebbe corretto rappresentare colorata di verde, ma non per i suoi meriti ecologici.

È la Padania, termine discusso ed utilizzato in una variata gamma di significati, che qui sta ad indicare il suolo occupato dalle tre maggiori regioni dell’Italia settentrionale, regno della Lega Nord che da sempre ha scelto il colore verde per rappresentarla e che, in base ai risultati elettorali, ha potuto scegliere tre governatori leghisti per governarla: Luca Zaia nel Veneto, Roberto Maroni in Lombardia e Roberto Cota in Piemonte.

Quest’ultimo, avvocato, che nel ’68 veniva al mondo anziché fare battaglie studentesche, è Presidente della regione da marzo 2010.
Nei giorni scorsi, brandendo uno studio dell’Agenas (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali) che promuoveva la sanità regionale, diceva: “Non ci sono interpretazioni o strumentalizzazioni che tengono. I numeri sono numeri e i dati sono dati, inoppugnabili. Sono state prese a riferimento alcune patologie, quelle più importanti e diffuse ed è risultato che quando ci si cura in Piemonte si muore di meno. Inoltre, è migliorato il nostro rapporto rispetto alla media nazionale”.
Difficile dargli ragione, dal momento che le statistiche offrono sempre ed inevitabilmente una visione parziale della realtà, e spesso si prestano ad interpretazioni, anche loro parziali.

Il Governatore sostiene che i dati confermano la validità del programma sanitario di razionalizzazione messo in atto dalla Regione Piemonte, che per esempio ha già eliminato varie strutture ospedaliere minori.

L’effetto è stato che si debbono percorrere una ventina (o più) di chilometri di distanza per raggiugnere ambulatori e centri di cura specializzati, quando fino a pochi mesi fa se ne trovavano a meno di dieci. A questo si aggiungano svariati tagli ai mezzi di trasporto pubblici, che rendono difficile muoversi se non si dispone di un mezzo privato. E poi, possiamo tralasciare l’aumento dei ticket sanitari, adottato con grande solerzia, sia pure secondo gli obblighi di legge della spending review?

A conti fatti, la riduzione dei tempi di attesa, che riportano i dati Agenas e che il Presidente Cota cita come un successo evidente, potrebbe essere dovuta alla riduzione delle richieste di prestazioni mediche specialistiche a cui tanti cittadini, in un momento di crisi generale, rinunciano perché per loro sono economicamente inaffrontabili. A ciò si aggiunga che per alcune prestazioni il ticket è quasi equivalente al costo pieno previsto dalle strutture private, a cui di conseguenza sempre più frequentemente si rivolgono i pazienti che se lo possono permettere.

La gente comune non ha bisogno di dati numerici, perché vive tutti i giorni i disagi derivanti da questa rivoluzionaria e discutibile riforma sanitaria.
Ed è difficile non notare che a marzo 2013 si era dimesso da assessore alla sanità Paolo Monferino, ex top-manager Iveco (società italiana con sede a Torino, specializzata nella produzione di veicoli industriali e autobus… ndr), che Cota stesso aveva nominato ad agosto 2011 al posto della dimissionaria Caterina Ferrero, ex-assessore regionale PDL indagata per concussione, turbativa d’asta ed abuso d’ufficio.

In questo regno verde il Piemonte è l’unica regione del trittico, ed ahimè l’unica dell’Italia del Nord, a dover subire un piano di rientro monitorato dal Governo causa deficit, non solo sanitario.

Infatti, a luglio 2013 è venuto a galla un un buco di 2,8 miliardi (di cui 1,2 per la sanità) nella gestione dell’anno 2012, che invece da preventivo era stata prospettata come in pareggio. Alla base ci sarebbe una contabilità distorta, in parte ereditata dalla precedente giunta di centrosinistra Bresso.

Dovendo la Regione sanare un disavanzo così ingente, semba che la prima parola d’ordine sia “tagli”, la seconda “reperire risorse”.
Governatore Cota, come si fa a parlare di successo dei piani di razionalizzazione?

© 2013 Dolores de La Press
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Fonte: SalaStampaEu
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