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Tango 01 in fuga, fermate quell’aereo

16 Marzo, 2013 | | Tema: ARGOMENTI, BlogDiario Magazine

Il Tango 01, un Boeing 757/200, è uno degli aerei presidenziali dell’Argentina, acquistato nel 1992 per 66 milioni di dollari durante la presidenza di Carlo Menem.

Italia Oggi, 16.03.2013 – Visto che le Banche sono potenti ed abili nel trovare il modo di sottrarsi alle loro responsabilità, anche se hanno giocato sulla pelle dei piccoli risparmiatori proponendo loro bond argentini che sapevano bene essere molto rischiosi, dovrebbe almeno essere lo Stato italiano, tramite un’azione legale da parte della magistratura, a farsi avanti per difendere i diritti dei propri cittadini.

La presidente argentina Cristina Kirchner ha più volte dichiarato pubblicamente che il Paese non avrebbe onorato i propri debiti nei confronti di chi aveva acquistato bond argentini diventati carta straccia per il default del 2001.

A giudicare dal programma dei prossimi giorni, ha ben più che qualche timore se ha deciso di non avventurarsi sul suolo europeo con l’aereo presidenziale, perchè non si replicasse in cielo cosa è successo in mare nell’ottobre 2012, quando il governo del Ghana tenne sotto sequestro per 78 giorni la fregata Libertad, in seguito ad un ricorso presentato da una finanziaria statunitense che reclamava il rimborso dei “tango bond”.

Il presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano durante la cerimonia di incoronazione di papa Francesco potrebbe trovarsi proprio gomito a gomito con la presidente Kirchner, incurante dell’appello del Papa agli Argentini affinché rinunciassero al viaggio per assistere all’evento e devolvessero ai bisognosi i soldi risparmiati.

Cristina quindi sarà presente nella basilica di San Pietro tra altri dodici dignitari della sua corte (gli altri del suo seguito dovranno accontentarsi di assistere dalla piazza antistante) per fare un po’ di scena e poter sputare senza vergogna contro la Chiesa, come quando per raccogliere voti ha fatto credere agli omosessuali di essere la madrina dei matrimoni gay.

E le spese di viaggio, naturalmente pagate con DENARO PUBBLICO, cioé degli argentini, non saranno soltanto destinate a muovere il Tango, l’aereo presidenziale, ma anche a noleggiare un charter privato che porterà la comitiva dei profittatori a Roma, a partire dalla località di qualche nazione amica che nel frattempo custodirà in un parcheggio sicuro l’aereo presidenziale.

Già nel gennaio 2013 l’avvocato Oscar Parrilli, segretario generale della presidenza argentina, aveva dichiarato altamente probabile che per le conseguenze dei fondi avvoltoio nel prossimo viaggio potesse essere sequestrato il Tango 01, ed il ministro degli esteri ne aveva sconsigliato l’uso, nonostante consentisse un risparmio del 20%.
Così la presidente aveva pagato $880,000 alla compagnia inglese Chapman Freeborn per il tour in charter a Cuba, Emirati Arabi, Indonesia e Vietnam.

Che viaggi tortuosi quelli della Presidente: sarebbe elegante paragonarla a James Bond, ma per amore della verità dobbiamo dire che le sconsiderate e frequenti uscite di Cristina Kirchner, rocambolesche come quelle di un fuorilegge qualsiasi che tenta di eludere la giustizia, costano care al popolo argentino.

Niente a che vedere con le esortazioni del Papa Gaucho.
Come direbbe San Francesco, la povertà non è una camicia rammendata, ma una condizione interiore.

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