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Lunes 10 de Diciembre 2018

Cristina fa pena, a tutti

20 Octubre, 2010 | | Tema: ARGOMENTI
Represión en Andalgalá

Repressione ad Andalgalá il 15 febbraio 2010.

Argentina, 20 ottobre 2010 – Chi non conosce la situazione argentina ed ascolta il discorso tenuto dalla Presidente Kirchner il giorno 14 ottobre, dopo che il vicepresidente Cobos aveva approvato l’aumento delle pensioni, probabilmente proverebbe compassione e solidarietà per quella povera donna.

Cristina Kirchner si lamenta per “cosa le è toccato subire da quando è Presidente” … “cosa mai vista in nessuna parte del mondo”. La vicepresidenza è affidata ad un esponente e leader dell’opposizione, che in molte occasioni si è schierato contro la linea officialista, trasformandosi prima nel difensore dei produttori agricoli ed ora in quello pensionati.

Ma, per chi conosce realmente l’attuale situazione politica e sociale dell’Argentina, le parole ed il tono del discorso fanno piuttosto pena (intesa come cattivo gusto) perché sembrano una parodia che pone in risalto proprio le gravi mancanze del suo governo.

Secondo lei, il clima di instabilità politica dovuta all’ostilità del suo Vicepresidente l’ha persino costretta a dover spiegare ai cinesi (dove da sempre regna un governo totalitario) che aveva dovuto “ritardare” di sei mesi la visita, per la situazione politica paradossale all’interno del governo argentino (il Re di Spagna era stato più fortunato, aveva aspettato solo qualche ora prima di potersi mettere a tavola…).

E sottolinea: “Siamo così tanto rispettosi della legalità e della Costituzione che non intendo chiedere la rinuncia del Vicepresidente…”. Ciò nonostante, non ha potuto controllare la sua indole perversa ed in un atto di grande maleducazione ed indegno della sua investitura, ha insultato i principi della democrazia ed il Vicepresidente Cobos, definendolo “okupa” (abusivo, squatter).

Il tono è stato quello di chi, credendosi illuminato e magnanimo, fa finta di niente e perdona gli abusi altrui. Facendo notare che nei terribili quattro mesi, in cui il Paese è rimasto paralizzato per i blocchi stradali dei coltivatori, in rivolta perché la sua amministrazione aveva bisogno di aumentare le tassazioni, non c’è stato da parte del Governo il minimo gesto di repressione (anche se in realtà non presero misure per evitare che la gente uscisse di nuovo per strada gridando:”Se ne vadano tutti!”).

Cristina Kirchner si sente particolarmente orgogliosa di far parte di un “governo dei diritti restituiti, di un governo profondamente democratico che ha messo in luce ed in discussione cose di cui non si parlava dal golpe del 1976 e che ha finalmente parlato dei poderosi interessi economico-politici che si muovono nel Paese” per frenare il cambiamento. Ma non si capisce quali siano i diritti restituiti ed a chi, dal momento che i cittadini non godono nemmeno dell’elementare diritto alla sicurezza, a giudicare dalla gran quantità di morti per mano della delinquenza comune che le “nuove Madri di Plaza de Majo” denunciano.

Ed i torbidi interessi economici dell’Argentina? Non parla di come il marito e lei stessa abbiano trasformato una carica politica in una miniera da sfruttare per ricavarne denaro ed impunità, visto il comportamento tenuto nel passato e nel presente da loro e dai membri del loro clan.

Dolores de La Press ® – © 2010 ElCanillita.info

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